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"Nella vita a portata di mano, non si crede che un artista debba essere giorno dopo giorno diverso. Non è facile credere nel suo volto, nella sua azione quale incognita manifestazione per gli altri ovvia o indispensabile. La lunga catena dei materialisti, vede un'artista nella sua azione ma non lo vede nel suo cuore! …

 

… Cerco incessantemente l'entità di un nome che batte forte a queste porte di legno, sorde e levigate d'acquazzoni e vento. Nei volti scendo, cerco l'amore del loro domani. Poi, raccontando, passo e guardo le ruote dei miei carri stridenti di legno e di ferro con le loro catene spezzate. Attendo in fondo alla via di un paesaggio di fiori e di profumi di fuochi di legna, la fata dell'amore, a raccontarmi storie lontane e miti e misteri di stelle senza guerre. Attendo e muovo le mani nella mia materia per trarne una vita.
Forse un tema più lontano di me si chiude nel mare della mia angoscia. E l'uomo meccanico vibra di solitudine nella plebe delle volute solitudini. Ora, dove ogni gesto è politica e ogni forma desta l'interesse di un uomo profano; nel tempo dei cementi armati ci troviamo a un discorso amichevole e concreto fra i discorsi di tutti, materializzati dalla fame del denaro, si pongono a fianco al giusto valore per esserne amici o critici. No, non ci vediamo così, ed ora io, come comune narratore, mi sento spinto a parlare delle mie sculture, essere vicino a coloro che leggono la mia mano. Vorrei che la mia scultura amica di quei ceppi e di quegli abeti tra cui sono nato, scovasse nell'anima della mia gente ciò che desta stupendo interesse della natura, la potenza grandiosa di una foresta inesplorata portata alla critica del pubblico dell'oggi solo tra mille e più problemi tra descrizioni esistenziali. Vere e false. E la carovana dell' oggi cammina ancora imbrattata di fango. Ma da questa musica instancabile, cerco il mio mondo e dono il mio mondo, per coloro che ancora intravedono il vero senso della vita e dell'esistere." ( Cirillo Grott)



CANTO ALLA MIA NATURA

Non mi resta che il tuo volto,
o chioma bruna, a distanziare il mio
nell'oblio della terra arsa e incenerita.
Tu mi rimani come cuore e sole,
e da questo il mare ci chiama
con le sue schiume,
entro pianure ridenti sboccia il mare.
E su rivi verdi e forti
entro dirupi mi resta il tuo volto.
Quando la mano di una foresta mi tocca
il sole canta ai prati.
Parole divine,
giochi di luce nella luce.
D'un tramonto mi resta il tuo volto.
Come se io contassi per l'amore,
tutto non oso cantare,
piegherei giorno su giorno
per questa luce.

 
Sposalizio (1988)
affresco su muro esterno - 260 x 140 cm

IL POSTO

Qui io ti vidi, o luce.
Qui io ti cercai amore,
qui nasco e muoio
come il gesto eroico delle foglie.
Qui la pioggia cade
e qui l'erba cresce,
fiori fiori fiori!
Sempre più fiori di verdi colonne.
Qui l'amor mi cerca.
Qui la luce mi vede e qui canto
ebbro di sole e di immensità

 
Fiori e luci di mondi diversi (1986)
olio su tela - 70 x 100 cm

NOTTE GITANA

La pioggia errava.
Cedetti sui vortici
dell'audacia gitana
e le tende del coro si scuotono
come brividi al vento
di lampi e di tuoni.
Nell'aria sospesa
senti la voce dello zingaro
come una nota di violini
a bassa corda.
Ma lento si smorza
nel cuore infuocato
la nota della zingara
come un accordo lirico:
dormono i bimbi di
violini e chitarre.

 
Notte gitana (1984)
olio - 150 x 100 cm

QUESTA VOCE

Ci son traguardi migliori
al di là del pianto.
Ma le passioni della vita
torturano l'anima
per renderla più pura,
per distanziarla dal materialismo.
Noi raramente sentiamo questa voce
che si ribella alla vita.
Ma questa è la voce
che viene dall'infinito,
quella dell' essere intramontabile,
direttore delle nostre passioni.

 
Figure (1976)
olio su tela - 60 x 80 cm

A SANDRA

Guarda il cielo, è tuo,
e così il sole e il vento
e la tempesta e la neve.
E se lì, amore, in quel lembo esistenziale
della nostra vita
dei nostri occhi ridenti e tristi,
della nostra bocca che bacia
ogni impressione della grande natura.
Ma tu non credi
quando la voce dell'amore
ti chiama prima del giorno
per sussurrarti nel cuore
i suoi dolci aneliti e le sue fantastiche luci.
Sempre prima del giorno.
Non svegliarti,
sogna quest'aurora e dormi serena.
Penserà il sole a chiamarti
e ti vorrà complice
di tutti i suoi giorni di luce.

 
Sandra (1980)
china e tempera - 70 x 50 cm
(eseguito con la mano sinistra perche aveva avuto
frattura del polso e del dito pollice destro)

 


NON CONTARE SU DI ME

Non contare su di me se morirò,
e dopo la mia morte non cercarmi.
Lascia ch'io dorma in un viaggio lontano
che il vento vorticosamente
aveva già tracciato.
É giusto che nessuno conti sull'altro,
Ognuno ha sufficienti problemi dopo la morte
non c'è che l'amore
a rimanere lì persistente, appassionato
ma poi anche quello cede ed il tempo
corre per chi è vivo.
Dimenticherai le cose del mondo.
Il volo dei gabbiani continuerà
ed anche loro moriranno.
Le acque continueranno a scorrere
e moriranno.
Soltanto un bimbo appena nato
non deve morire
non devono morire i bimbi
e la morte traccia silenzio.
Tutte le stelle brilleranno
finché le vedrai
ma il silenzio è silenzio,
è immortale.

 
L'ultimo abbraccio (1990)
legno di melo - h. 220 cm

PREGHIERA

Lasciami dormire in un sonno
profondo, al di là delle pietre
scavate dall'ultimo uragano.
Già molte siepi
si sono divelte,
nel vento della storia.

 
Maternità
bassorilievo - bronzo
cm49x69

L'ULTIMO ABBRACCIO

Tu non udivi il treno fischiare
nella giungla dorata,
e nel percorso non trovavi
il tuo amore.
Viaggiavi veloce
sul binario sconosciuto,
col biglietto in mano piegato
e sgualcito ormai, dalle tue mani
ansiose e sudate.
Viaggiavi veloce, verso il mondo
che avevi sempre sognato.
Solo, lontano, in disparte, come trainato
dai sogni in pianure sconfinate
o verso mondi lontani.
Cercavi un fiore diverso,
illuminato da un'altra luce.

 
Abbraccio (1984)
cirmolo, h 120 cm


Biografia di Cirillo Grott


© 2000 - 2010 Grott
ultimo aggiornamento
12 marzo 2010

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