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Opere Florian
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casa-museo
Cirillo Grott


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Grott Stube

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Comunicati stampa
22 settembre 2005
11 aprile 2002

 
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florian

La rabbia e la dolcezza della scultura di Florian Grott

Uno degli scopi fondamentali della rivisitazione del “Comun Comunale” è quello di riscoprire antiche radici di comunità e di popolo. Ben si inserisce in questa prospettiva una mostra di scultura come questa di Florian Grott che ricerca le radici dell’avventura umana nella forza e nel calore del legno dei nostri boschi. Le sculture dell’artista trentino puntano ad una dimensione plastica sempre più massiccia ed imponente: nell’albero egli inventa, scava, scopre figure del mito e dell’intimità, figure della storia o apparizioni del sogno. In ogni caso ciò che caratterizza questo itinerario creativo è una sorta di monumentalità che si intreccia con la potenza naturale degli alberi e con la loro vigile presenza sui sentieri del nostro territorio. Florian Grott è riuscito in pochi anni a raggiungere una maturità espressiva segnata da un linguaggio personale riconoscibile e significativo: non c’è scultura oggi sua che non si imponga alla nostra attenzione per una speciale magia dell’immagine e per una energica modificazione dello spazio che la circonda. Ci troviamo di fronte ad un artista che fin dai primi passi della sua attività, quasi coincidenti con i primi passi della sua vita, ha cercato testardamente di imprimere nel legno la sua rabbia esistenziale e la sua dolcezza nascosta. Proprio dalla mescolanza di questi due elementi contrapposti nasce e si sviluppa l’originalità di un percorso inventivo ed il fascino delle sue diverse e numerose tappe. Florian Grott si presenta oggi a giudizio del pubblico con un ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze e le sue grandi statue lignee rappresentano ormai un punto di riferimento preciso nel panorama artistico regionale.

Mario Cossali
Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Isera


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Florian Grott: lo scultore, l’uomo

Conoscere, avvicinarsi a Florian Grott significa addentrarsi in un mondo di emozioni vere, dove nulla è scontato e dove ogni gesto assume un unico significato. Florian è nato e vive in mezzo alla natura, ne rispetta il ritmo, consapevole che siamo uomini e natura insieme, che la vita è una e che alla sua totalità non si può aggiungere o togliere nulla. È da questa certezza che ha origine tutta la sua ispirazione. In lui è costante la ricerca dell’essenziale. La sua arte è frutto della sua libertà, sorge “da tutto quello che è selvaggio e puro, come l’odore dell’acqua piovana…”, come il profumo del legno che incide. Alla scultura riconosce un alto valore conoscitivo, con essa si esprime e da essa trae impeto e soddisfazione. “Parlare attraverso le forme è come disegnare se stessi in fiamma potente e calda, dove lo spazio e il tempo, con un urto corporeo d’indomita forza, abbattono dubbi e velleità della vita”. Debitore solo all’acqua delle sorgenti, al verde dei boschi, ai sentieri scoscesi, è guidato alla scoperta di sé da una condizione, pervasa da sicurezza e tormento, che fa la sua forza. “Dare forma ad un tronco è come offrire una spiegazione a me stesso”. Le opere, custodi delle sue pulsioni, intense nella loro forza evocativa, sono “..un punto d’arrivo, dove l’artista mette in mostra le proprie emozioni, levigate dalle sue mani nel contorto movimento delle convinzioni”. Florian porge la fantasia al mondo incantato delle fiabe, accarezza con lo sguardo di una ninfa, ricorda antiche battaglie con la virile maestosità dei suoi guerrieri e forse prega, quando caparbio scava le membra di un Cristo. La sua arte dice la sua anima. “Quando penso, lavoro, studio, il mio cuore e la mia anima sono nudi e io godo di quei momenti di libertà che la vita mi dona”.

Serena Giordani
Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Villa Lagarina


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di Gemma Clerici

La scultura di Florian ha sempre fatto riferimento a due autorevoli genitori: la tradizione e le mitologie di tipo celtico, con antenati barbari e guerrieri di cui si sente erede. Le sue storie sono quelle del bosco, dove è cresciuto e si rifugia, contrario alla “cultura della città”, intellettuale e paludata che lui contrappone a quella semplice e istintiva della montagna; o le mitologie di popolazioni forti e guerriere, che venerano divinità selvagge e combattenti, animali e simulacri di femminilità arcaica. La produzione di sculture riflette questo terreno di coltura: “i guerrieri” figure virili, in armatura, che sono a “guardia”, sentinelle di virtù, quali onore, amicizia, solidarietà. Le “teste femminili” simulacri deificati della donna, quale dea severa e intatta, protettrice, ma chiusa in una linearità che avevamo imparato a definire gotica. Nel percorso creativo dell’artista c’è anche la vittoria sulla materia trattata, un combattere con quello che si vuole esprimere e che gli altri contrastano, una lotta vinta anche come linguaggio artistico, che sembra superato ma che si rivela alla consapevolezza dell’autore, l’unico che lo rappresenta. In queste statue, Florian afferma di aver detto quello che voleva e come voleva. Combattere non è solo aggressività è una pesante responsabilità.

Settembre 2005


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Una partenza promettente

Florian Grott, nato a Guardia di Folgaria (Trento) nel 1974, minore dei figli di Cirillo, lo scultore-pittore-poeta scomparso nel 1990, fa la sua prima, consistente apparizione in pubblico con la mostra di oggi. Nella sua discreta varietà vuole essere la comunicazione, a chi vorrà visitarla, delle esperienze umane e artistiche profonde, un po' tumultuose, in corso nella vita, nell'itinerario artistico dell'autore. Ha frequentato le elementari e le medie a Folgaria. Benché ragazzo, segue spesso il padre che va a scolpire in mezzo ai boschi, ne resta affascinato. Tanto che, quando il padre muore precocemente, lui (oltre che obbedire a una sua vocazione) sente di dover seguire in qualche modo quelle orme, andando a frequentare per sei anni la scuola d'arte di Val Gardena. Tra il '96 e il '97, vi aggiunge un anno all'Accademia Cignaroli di Verona. Questo per dire che la sua formazione è stata ed è seria, impegnata, viva. Tra i tanti classici di cui è appassionatissimo cultore troviamo Leonardo e Murer, cioè uno del lontano passato, l'altro contemporaneo. Mi sembrano delle indicazioni preziose. Non ha certo ancora raggiunto la sua strada sicura, ma già si intravede abbastanza bene nelle realizzazioni che ci offre in questa occasione. Quasi ispirandosi al padre, anche lui scolpisce, dipinge, scrive versi per commentare i suoi quadri. La sua scultura parte dal figurativo diciamo scolastico, ma presto si disimpegna per buttarsi in una ricerca propria, che realizza figura (in legno o in bronzo) dai tratti essenzializzati, tendenti si direbbe all'astratto, ma forti di un'energia interiore che ci viene comunicata attraverso lo scavo rude, la modellazione a volte aspra, tormentata. É lo stesso modo che ritroviamo nei disegni, nei quadri, anche questi prevalentemente fondati su temi umani impegnativi: la donna, la realtà quotidiana vissuta a fondo. In certi momenti, si direbbe che realizzi le sue opere a graffi invece che a tratti o pennellate. Anche questo è indicativo dell'urgenza, dell'autenticità dei sentimenti ispiratori e della loro traduzione, concreta. Il fatto stesso che mescoli colori a olio, tempere, terre, spesso in un unico impasto, è indice di questo impeto vibrante, vitale e insieme sofferto con cui dà forma ai suoi estri, alle sue fantasie, alle sue pulsioni, alla sua ricerca insomma. É fatta di assaggi in varie direzioni, ma al tempo stesso di sculture ("Tempesta" tanto per citare) o pitture ("Interno") già segnate da notevoli risultati. Un artista in pieno movimento che fa prevedere sviluppi certamente di solido valore.

di Gino Gerola
Rovereto marzo '98


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di Mauro Novelli

Florian Grott artista trentino, è l'espressione più sincera di questa regione dalla natura ancora incontaminata.
L'esperienza del padre, noto ed affermato pittore, scultore e poeta, serve a plasmare l'istinto impetuoso di Florian avviandolo verso il sentiero artistico dove rivelerà tutta la sua personalità. L'artista mostra un carattere schivo.
Prima di chiudersi nel suo laboratorio, Florian Grott, ama ritemprarsi nei boschi incontaminati di Guardia per dare più slancio e plasticità alle sue sculture su legno. In molte opere si nota una particolare luce che avvolge le forme adagiandole in uno spazio tutto particolare. L'impegno artistico è severo facendone uno scultore all'avanguardia capace di cancellare vuoti convenzionali riuscendo a dare piacevoli contaminazioni ricche di espressività.
L'artista trentino, anche se giovane di età, sta mietendo successi di pubblico e di critica. Infatti, molte sculture si trovano in collezioni pubbliche e private.

Latina, marzo '98


© 2000 - 2010 Grott
ultimo aggiornamento
12 aprile 2010
Florian Grott - scultore
38064 La Guardia di Folgaria - Trentino - Italia
tel./fax +39 0464 721638
e-mail:  info@grott.net
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Martin de la Cruz

 
Guerriero

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